[Abecedario #2] Dopo l’Assessment è l’ora della Strategia

Ogni mese Nagency seleziona e commenta alcuni termini tecnici usati nel settore della comunicazione e del marketing digitale.

[Momento solenne]

 

Nagency ha di recente lanciato, in via sperimentale, una serie di nuove rubriche sui social, alcune delle quali sono una versione aggiornata dei temi che negli anni sono stati passati in rassegna. Tra questi, lo storico “Come scalare le vette di Google“, a firma di Federica Ceccarelli, è diventato il “Rieducational Nagency“, mentre i “Tips per mio cugino” si sono evoluti nella versione collaborativa tra l’Area Grafica e l’Area Social Media dell’agenzia.
Così anche il vecchio (bellissimo) “‘Ndizionario” ha ritrovato vita nel nuovo “Abecedario“.

 

And just like that…

 

Ogni settimana, una lettera del tradizionale alfabeto marketing viene rivisitata in chiave attuale, selezionando una parola o un’espressione, in questo momento trend topic, che ci aiuta a parlare, con un tocco di TOV Nagency, del nostro lavoro “a prova di nonna”. Mentre lo raccontiamo ci siamo cascati di nuovo? Ah, questi inglesismi!

L’obiettivo non è riscrivere l’ennesimo “Definitivo dizionario del Marketing” di un settore che definitivo non è… per definizione, appunto.
L’obiettivo è intrattenere clienti e curiosi della comunicazione in maniera utile.

In questo modo, periodicamente raccogliamo qui nel blog tutti gli ultimi spunti e andiamo a pubblicare “Lo Spiegone”: la versione (meno) semi-seria dell’#ABCNagency su Instagram.

 

 

E adesso che abbiamo spiegato lo spiegone, torniamo seri.

 

Nella puntata precedente

 

Dunque, la volta scorsa, con “L’arte dell’Assessment“, ci eravamo presentati con una discussione su ChatGPT, la cui unica utilità è stata dimostrarci quanto fosse inutile coinvolgerlo per aiutarci a creare un’analisi di posizionamento per il brand
Su LinkedIn la conversazione è andata avanti per un po’, in quanto l’inciso 
sull‘utilizzo di intelligenze artificiali e tool vari per condurre l’assessment è risultato evidentemente un passaggio importante. 

 

Questa volta lasciamo la scena a Consensus, anche perché, tra le applicazioni AI che ho utilizzato negli ultimi mesi per vari motivi, è quella che secondo me si presta meglio per trovare risposte attendibili dal mondo della ricerca e del business, altrettanto interessato a definire il digital marketing nei differenti contesti di applicazione.

 

Un tè alla menta con Consensus

 

La prima domanda, a questo punto, è stata di rito: ma perché è così difficile trovare un dizionario definitivo sulla materia? 

 

 

Una delle risposte rilevanti per inquadrare la questione è aver scoperto che (al 2011, quando è stato pubblicato il paper) circa 2.600 voci sono ritenute indispensabili per chi opera nel marketing. Insomma, l’abc del settore a quanto pare non è stata superata neanche di una famosa top 100 che voleva essere la più completa e la più definitivissima di tutte.  

 

 

E quindi? Che si fa? Suggerisce ancora Consensus: tranquilli, è normale che sia difficile mettersi d’accordo, ed è a causa del contesto “digital marketing “ (ah, allora è un contesto! non una strategia! non uno strumento! uau), che ha impatto già solo sui concetti di “valore” sulle grandi aree di applicazione: prodotto, costo e comunicazione.

 

 

Dopo aver passato in rassegna molti spunti interessanti che, mi rendo conto, solo a un’albertapieroangela di turno possono interessare, ho chiesto al mio stimato collega Consensus cosa pensasse del rapporto tra la conoscenza almeno di base e la capacità effettiva di creare strategie di marketing.

Ci siamo subito capiti, e ci siamo messi comodi: gambe accavallate, un tè alla menta in mano, massima attenzione.  

 

 

Ma certo che queste conoscenze di base aiutano a pianificare ed eseguire il lavoro del marketer nei diversi ruoli di direttore commerciale, agenzia o pubblicitario, mi ha risposto molto diplomaticamente. 

 

 

Ma, capiamoci, in ogni caso non è che determinate conoscenze, dal gusto pop, possano fare da garanzia per il successo di decisioni strategiche e operative.  

 

 

Alla fine della piacevole conversazione tra noiosi intellettuali, che è andata avanti per un po’, ho notato di essermi ritrovata alle stesse conclusioni della volta precedente, quando era apparso evidente che l’esperienza sul campo è determinante per offrire al cliente un contributo davvero significativo per la crescita della sua azienda. 

 

In questo episodio

 

Le lettere dell’ #abcNagency del mese ci hanno proprio aiutato a parafrasare i falsi miti di alcuni passaggi del lavoro di Strategia.

 

Abecedario Nagency - B

 

La B di Brand Positioning e la C di Consulenza ci hanno permesso di parlare di formule magiche (“brand potioning, no, non era un refuso), e di Fattore-C.

Abecedario Nagency - C

Si tratta di due elementi venduti a chilo e dai quali vorremmo che i nostri clienti imparassero a difendersi, senza finire col credere, magari dopo esperienza non eccessivamente positive con altri interlocutori, che tutti i professionisti di settore vendano formule segrete e colpi di fortuna.

 

 

Con la D di Delizia e la E di Email Marketing non sarà sfuggito il fil rouge di dettaglio: tutti e tre sono elementi di una strategia coerente, e che funziona. 

 

 

Grazie ad attività come l’email marketing si possono raggiungere obiettivi di fidelizzazione e lavorare all’interno della fase di inbound marketing chiamata “delizia” – che poi corrisponde anche alla prima fase del funnel, relativa informazione e avvicinamento dell’utente quando ancora non conosce il brand – in un approccio circolare.

Tra citazioni colte, interrogazioni alle intelligenze artificiali e condivisioni social, abbiamo fin qui realizzato che l’aspetto meramente tecnico o tecnologico di un lavoro, come quello della consulenza in marketing, oltre a non essere sufficiente, non dovrebbe comunque offuscare la genuinità di conoscenze del professionista, informazioni trasparente verso i clienti o la capacità di misurare i risultati di una campagna ma, anzi, dovrebbero solo fornire valore aggiunto al mestiere

Oltre lo spiegone, adesso anche la morale… beh, allora è arrivato il momento di fermarsi.

Il prossimo appuntamento

 

Ci vediamo sulla pagina Instagram di Nagency dove segue,  ogni venerdì, un nuovo spunto a prova di nonna.

Invece su queste pagine ci ritroviamo tra qualche settimana, per leggere il bollettino periodico direttamente sotto l’ombrellone, durante la pausa estiva. 

Immagine di Rosanna Perrone

Rosanna Perrone

Casalinga. In Nagency contribuisco attraverso il titolo di "project manager", portando consulenza in comunicazione e strategia digitale. Insegno Marketing in una business school, faccio ricerca sulla Leadership per un dottorato e continuerò a modificare questa bio.

Chi siamo

Nagency è l’agenzia di comunicazione integrata di Roma.
E cioè?
E cioè facciamo tante cose per i nostri clienti: siti web, gestione social, grafiche e loghi. Insomma grazie al nostro team di professionisti vari riusciamo ad offire un servizio di comunicazione a 360° e riusciamo a gestire tutto il processo dall’inizio alla fine!

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