Datti un Tono (di Voce)! – L’importanza della Verbal Identity per la tua azienda

Il concetto di “tono di voce” ti tormenta sin dall’infanzia, quando, in preda alla tipica overdose di Coca-Cola da pranzo domenicale, vagavi per casa schiamazzando e i tuoi ti redarguivano a suon di: «Modera il tono di voce»?

Ora, nonostante l’età adulta, in tutta probabilità ti stai sforzando di tenere ben nascosto il trauma, ma ecco che puntuale sbuca, baluginando sul desktop del pc, mentre tenti di approntare una strategia di comunicazione efficace per la tua nuova attività.

Tranquillə, puoi nutrire ancora speranza, a differenza di Adriano Celentano, che tra lo spot di “Rock Economy” e quello di “Adrian – La serie evento”, ha dimostrato inequivocabilmente che, oltre ad essere diventato duro d’orecchi, è ormai pure duro di comprendonio.

Ma “tono di voce”, che vor’ di’?

Il “tono di voce” (Tone of Voice, ToV) è l’insieme degli elementi lessicali e linguistici che compongono l’immagine di un’azienda. In poche parole, rappresenta il cuore pulsante della sua verbal identity!
È soprattutto attraverso le parole che un brand si definisce e si presenta al pubblico. E le parole sono importanti, come ricorda con uno schiaffo il Michele Apicella di Nanni Moretti (parafrasato dal nostro Daniele nell’articolo sul Copywriting). Le parole servono a creare il carattere e la personalità del tuo business, conferendogli una veste “umana”.

Pensa alla strategia adottata da Legolize, il progetto che sui social dà vita ai celebri omini gialli Lego, ponendoli all’interno di situazioni imbarazzanti. Gli autori giocano con il contrasto tra le espressioni sornione delle figurine e le freddure di cui divengono protagoniste, ironizzando su temi di attualità.

Legolize si può apprezzare in special modo su LinkedIn, dove il suo umorismo dà voce ai lati politicamente scorretti del mondo del lavoro, arrivando agli amanti dell’umorismo e ai professionisti del marketing. Alcuni potrebbero dire: «E che ci vuole a farlo, c’ho mio cuggggino che è ‘n esperto». Eh no! Perché l’arte di assemblare il gioco di parole può rivelarsi infame. Talmente infame che in un niente si rischia di montare una mensola al posto dei capelli o un piccolo mattoncino sul collo invece che una testa… (ba-dum-tss per la freddura)

Perciò, entriamo nel “come” del tono di voce.

Innanzitutto, ci sono di diverse sfumature di ToV:

“A qualcuno piace caldo”, a noi di Nagency piace di certo irriverente e questo articolo ne è l’ennesima dimostrazione. La scelta è molto ampia e ogni singolo stile è personalizzabile a seconda delle esigenze.

Per adottare un tono di voce strategico, funzionale alla tua brand awareness, devi fare i conti con alcuni aspetti:

1. L’identità del tuo marchio

Dai tempi in cui si celebrava il primo maggio con fave e pecorino al tempio di Apollo a Delfi, «Conosci te stesso» è un monito infallibile. È essenziale che tu sia ben consapevole dei tuoi valori, così da proiettare con estrema chiarezza la tua identità al pubblico. Che tu scelga un registro formale o uno colloquiale, sii naturale e disinvolto, non costringerti in uno schema inadeguato solo per inseguire le mode del momento.

2. Il target a cui ti rivolgi

Tieni sempre a mente a che tipo di pubblico vuoi parlare e fai in modo che questa consapevolezza ti guidi. Imbastiresti mai una supercazzola per vendere un materasso in memory foam a Morfeo? La risposta affermativa vale solo se sei Giorgio Mastrota.

3. La coerenza

Una volta adottato un determinato ToV, questo deve essere esteso a tutti i canali comunicativi dell’azienda, dal blog alla newsletter ai social ecc. In caso contrario rischi di generare confusione tra i tuoi follower.

4. L’analisi dei competitor

Studiare la concorrenza ti permette di differenziarti ed elaborare un tono di voce unico e riconducibile esclusivamente a te.

Mi piacerebbe esemplificare il tutto con un’ultima immagine, coerente con il ToV di Nagency: prendi Mario Brega e pensalo in un’agenzia di comunicazione. La sua penna «po’ esse fero e po’ esse piuma» in base alle circostanze e ai clienti ed è ovvio che, se con la Sora Lella fosse stata «fero», la celebre scena si sarebbe conclusa con una tragedia.

Se dopo aver ricevuto questa valanga di consigli ti senti ancora titubante e hai bisogno di un vocal coach in carne e ossa, che aspetti, scrivici!

P.S. Ne abbiamo di tutti i tipi, alla Mario Brega, alla Lilli Gruber, alla Luca Giurato e c’è pure Settimio Severo, pensa te!

Immagine di Giusy Longo

Giusy Longo

Chi siamo

Nagency è l’agenzia di comunicazione integrata di Roma.
E cioè?
E cioè facciamo tante cose per i nostri clienti: siti web, gestione social, grafiche e loghi. Insomma grazie al nostro team di professionisti vari riusciamo ad offire un servizio di comunicazione a 360° e riusciamo a gestire tutto il processo dall’inizio alla fine!

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