Podcast: anche se non sai cos’è, ne hai bisogno

Il 2021 sarà l’anno del podcast?

Dopo il boom delle immagini e il boom dei video, quest’anno i content creator dovranno tenere conto del fenomeno podcast. Le aziende e i professionisti cominciano a comprendere sempre di più la necessità di entrare in contatto con i propri utenti e clienti attraverso contenuti basati sullo storytelling.

E quale strumento, se non la voce, si presta perfettamente al racconto? Storie emozionanti, coinvolgenti, contenuti formativi o di intrattenimento costituiscono le chiavi dell’engagement nel mondo digitale.

I dati del 2019 sembrano confermare il successo del podcast, registrando un aumento esponenziale degli ascoltatori.

Diventa quindi fondamentale per tutti gli operatori del settore capire come inserirlo nelle strategie di marketing delle imprese.

È arrivato il momento di approfondire.

Un podcast è un contenuto audio, simile ad un programma radiofonico, da cui differisce perché fruibile on-demand.  Moltissime ormai le app dedicate e gratuitamente scaricabili sul proprio smartphone: tra queste le più famose sono Spreaker  e Spotify, ma anche i colossi Google ed Apple hanno creato uno spazio apposito nelle proprie piattaforme (Google Podcast e  ITunes).

Te lo spieghiamo subito.

La forza risiede nella libertà di scelta dell’utente: proprio come avviene con le grandi piattaforme video (Netflix o Amazon Prime) l’utente è libero di scegliere cosa ascoltare in base ai suoi interessi, ma soprattutto può scegliere quando e dove ascoltarlo.

Ti diamo subito 4 buoni motivi:

Ora veniamo al sodo.

  1. Come in ogni strategia di marketing, il primo passo è quello di definire: obiettivi, target e budget a disposizione. Comprendere a chi ti stai rivolgendo, e perché, è fondamentale per restituire quel senso di genuinità connaturato allo strumento.
  2. Fare un po’ di benchmarking non guasta mai: analizza i tuoi competitor e cerca di capire cosa puoi offrire ai tuoi utenti. Studia bene il tuo target ed i format già esistenti. Trovare l’elemento che ti differenzia sarà una delle chiavi per posizionarti nella mente dell’ascoltatore.
  3. Creare un format: questa è la parte più tecnica. Scegli la linea narrativa del podcast: vuoi che siano contenuti formativi e utili? Vuoi intrattenere? Vuoi abbracciare il filone narrativo? A te la scelta più giusta in base ai tuoi obiettivi.
  4. Produrre il podcast. Dopo aver definito i contenuti, la struttura del format ed il numero delle puntate, eccoci arrivati alla parte divertente: la creazione del podcast. In questa fase puoi scegliere se la voce narrante sarà la tua, quella di un tuo collaboratore o se assoldare uno speaker professionista. Devi decidere cosa esternalizzare e cosa produrre autonomamente.
  5. A questo punto, il contenuto è confezionato e pronto per il lancio, non ti rimane che testarlo.

Il podcast è di certo un mezzo che ancora deve esplodere, ma i digital marketers non lo possono più sottovalutare. Anche se il numero degli utenti che raggiunge non è ancora paragonabile a quelli di un video su Youtube è altrettanto vero, come afferma il Copyvoicer in una nostra intervista, che

Al momento non è tanto una questione di numeri, ma di qualità dei numeri.

Se ti sei perso l’intervista al Copyvoicer sul podcasting marketing...

Ecco a te il link!

Immagine di Roberta Zingaretti

Roberta Zingaretti

Ruolo: Project Manager. Pregi: loquace, metodica, organizzata.

Chi siamo

Nagency è l’agenzia di comunicazione integrata di Roma.
E cioè?
E cioè facciamo tante cose per i nostri clienti: siti web, gestione social, grafiche e loghi. Insomma grazie al nostro team di professionisti vari riusciamo ad offire un servizio di comunicazione a 360° e riusciamo a gestire tutto il processo dall’inizio alla fine!

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