Il METAVERSO: il mondo digitale che diventa reale

Un giorno il bulletto di Internet Mark Zuckerberg annuncia il cambio del nome della Holding Facebook, proprietaria dei servizi più conosciuti ed usati da tutti noi: Facebook, Instagram, Whatsapp e Oculus in Meta.

 

Di lì a poco, ha tuonato una dichiarazione che ha chiarito quale fosse il suo progetto futuro.

Che cos'è il Metaverso?

“Il metaverso sarà il successore di Internet mobile. Saremo in grado di sentirci presenti come se fossimo proprio lì con le persone, non importa quanto siamo distanti. Saremo in grado di esprimerci in nuovi modi gioiosi e completamente immersivi”.

Da qui c’è stato il delirio, gente che correva per le strade gridando alla fine del mondo conosciuto, profeti del Dark Web che vedevano presagi del futuro dai loro visori.

 

Tutti hanno cominciato a pensare che il Metaverso fosse una creazione di Zuckerberg…ma non è affatto così. 

Io che sono un Nerd attempato quando tutta questa storia è uscita fuori ho pensato subito a Player One”, un libro fantascientifico distopico scritto da Ernest Cline nel 2011 e uscito nella versione cinematografica “Ready Player One” dal maestro Spielberg nel 2018.

La frase che mi tuonava nella testa era con la voce del protagonista che raccontava:

“Di questi tempi, la realtà è una fregatura. Questo è OASIS. E’ un posto in cui il limite della realtà è la tua immaginazione. Si può fare tutto. Andare ovunque. Sul pianeta Vacanze, surf su un’onda mostro di 15 metri alle Hawaii, sci sulle piramidi, arrampicata sull’Everest, con Batman. Guardate questo posto: E’ un casinò grande quanto un pianeta. Potete andarci a perdere soldi, a sposarvi, a divorziare, potete andare lì. La gente viene su OASIS per tutto quello che si può fare, ma ci rimane per tutto quello che si può essere. Alti, belli, spaventosi, di un altro sesso, di un’altra specie, live-action, cartone. Dipende da voi.

A parte i sentimentalismi chiunque abbia familiarità con ambienti videoludici sa che il concetto di Metaverso esiste da almeno un decennio.

 

Un luogo virtuale che riproduce un mondo esplorabile con cui interagire in maniera più o meno immersiva, a seconda del dispositivo che si utilizza.

 

Se avete mai interagito con Second Life, sapete benissimo di cosa sto parlando ma vale lo stesso se chiedete a qualcuno di più giovane (ma neanche troppo):

 

Che cos’è Minecraft?

 

La risposta è univoca: un mondo tridimensionale, al quale si accede tramite una connessione internet e in cui si interagisce tramite avatar.

Ok ma che cosa puoi fare nel Metaverso?

Il Metaverso è strutturato per replicare tutte quelle attività che puoi fare nel mondo reale, senza allontanarti dalla tua postazione preferita. 

 

Potrai andare ad un concerto a New York, visitare Parigi come se fossi davvero lì, provare vestiti nel tuo negozio di abbigliamento preferito e riceverli direttamente a casa, partecipare a manifestazioni, eventi e meeting con moltissime persone.

 

Sei pronto a conoscere persone provenienti da ogni posto nel mondo? 

 

Come puoi capire, le applicazioni future sono infinite, tanto che già molte multinazionali stanno già annunciando la loro adesione a questo progetto. 

 

Immagina il potenziale!

 

Con i viaggi nel metaverso tutto un settore di Turismo Virtuale può diventare una prospettiva reale, concerti in posti magnifici, eventi mondiali che si svolgono senza temere capienza, distanziamenti o altri impedimenti tipici del mondo fisico. 

 

In termini di pagamento per ora ci sono due tipi di valuta: NFC e i Bitcoin.

Senza appesantirti troppo sulla questione, la prima è una moneta virtuale senza alcun riferimento con valori reali, mentre i Coin sono monete virtuali con corrispettivo al denaro reale. 

I problemi del Metaverso.

Ci sono come in tutte le storie più belle già i primi problemi, alcuni ipotetici altri decisamente reali. 

 

La maggiore preoccupazione dietro questo modo di concepire la realtà è che spesso può assorbire le persone, facendole diventare dipendenti da un mondo in cui il loro aspetto reale e le loro preoccupazioni vengono sostituite da avatar e una vita fittizia. 

 

Si tratta di un problema noto, già uscito fuori alla nascita di Internet e che di certo sarà sempre presente.

 

La vita virtuale è bella ma mi raccomando a quanto tempo ci passate!

Quelle crocchette virtuali non sfameranno il vostro gatto. 

 

L’ultima notizia viene proprio dal Betatest di Meta in cui una partecipante è stata molestata da partecipanti in maniera “fisica” e verbale.

La sua testimonianza fa riflettere: spiegava che il visore rende l’esperienza talmente immersiva che, nonostante non si possa ancora provare esperienze tattile, ha sentito la molestia esattamente come fosse reale. 

Subito Meta è corso ai ripari annunciando che ci saranno dei distanziamenti obbligatori tra avatar, la possibilità di creare una bolla attorno al proprio alter ego virtuale e la scomparsa delle mani quando ci si avvicina al corpo di qualcun’altro. 

 

Non potendo asportare l’idiozia dal cervello di certa gente mi sembrano, al momento, ottime soluzioni.

Conclusioni.

Insomma c’è grande entusiasmo dietro questa “scoperta”, anche se è una realtà che esiste da molto.

 

Certo, se c’è dietro tutta questa attenzione, vuol dire che i tempi sono maturi per far diventare un’esperienza che, fino a poco tempo fa, era prerogativa solo sei nerd e adesso sembra destinata ad essere parte della vita di tutti.

 

Insomma a meno che non vogliate rimanere pervicacemente isolati da questa realtà, non potete ignorarla.

Anzi, monitorare questo mondo e la direzione che prenderà, potrà permettervi di coglierne le opportunità che offrirà.

 

Non preoccupatevi comunque, vi aggiorneremo noi con i nostri articoli.

Ci vediamo nel Metaverso!

Immagine di Daniele Mezzaroma

Daniele Mezzaroma

Anni: 52. Ruolo: Social Media Manager, Risorse Umane, Account Manager. Dicono di lui: riesce ad empatizzare anche con un Klingon imbottigliato nel traffico di Alpha Centauri. Citazione preferita: “La qualità c’ha rotto er cazzo!".

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