Gay pride 2019: la campagna di comunicazione

Sabato 8 giugno Roma diventerà un grande arcobaleno per festeggiare insieme alla comunità LGBT, 50 anni di battaglie e 25 anni dal primo Pride svolto nella capitale.

La manifestazione partirà alle 14 da piazza della Repubblica, fino a raggiungere piazza Madonna di Loreto. Le persone attese sono tantissime. Inevitabilmente verranno adottate misure per la sicurezza del corteo, chiuse alcune strade e deviate le normali linee dei mezzi pubblici. Se non volete rimanere intrappolati tra le vie del centro vi conviene ricordarlo bene. Poi non dite che non vi abbiamo avvisato eh!

Ma che è successo 50 anni fa?

La sera del 28 giugno 1969, a New York, alcuni poliziotti fecero irruzione nello Stonewall Inn, un locale frequentato abitualmente da persone omosessuali e transgender.

All’epoca le irruzioni della polizia all’interno di locali come questo erano frequenti.
L’omosessualità era considerata un comportamento deviato e un reato in 49 stati americani su 50.

Nessuno poteva immaginare cosa sarebbe successo quella notte. E le notti successive.
Alcune delle persone presenti quella sera si opposero all’arresto e in poco tempo la situazione precipitò. Sempre più persone arrivarono davanti al locale, sicuramente non per proteggere i poliziotti, e dalle urla e lanci di oggetti si passò velocemente alle mani.

La polizia fu costretta a chiudersi nel locale e dovette intervenire un altro gruppo di agenti, più numeroso e in tenuta antisommossa. Ma non riuscirono comunque a placare gli animi.
La folla non smetteva di crescere, continuarono a darsele di santa ragione tutta la notte e, ad intermittenza, per le 5 notti a seguire!

I Moti di Stonewall segnarono simbolicamente la nascita del “movimento di liberazione” della comunità LGBT.

Dal ‘69 in tutto il mondo, nel mese di giugno, si svolgono i Gay Pride, manifestazioni dell’orgoglio della comunità omosessuale e transessuale.
A New York è previsto l’arrivo di oltre 4 milioni di persone nella settimana dei festeggiamenti.

Ma passiamo alla questione che a noi, come al solito, interessa di più.

Come è stata affrontata la campagna di comunicazione per il Gay Pride di Roma?

Sulla locandina dell’evento, che trovate nella HOME del sito www.prideroma.it, viene messo in risalto il numero 25 e il motto NOSTRE LE STORIE NOSTRE LE LOTTE.
Viene ricordato STONEWALL 1969 come inizio delle battaglie per il riconoscimento di eguali diritti.
E ROMA 1994 data del primo Pride di Roma.

I 4 personaggi disegnati rappresentano persone realmente esistite, quattro colonne portanti del movimento LGBT: Sylvia, Marsha e Stormè parteciparano ai moti di Stonewall e Karl, capostipite della scuola delle Drag Queen romane, che si batté per il Roma Pride del ‘94.
Tutti e 4 i protagonisti della campagna tengono in mano un tacco rosa.

La leggenda narra che Sylvia, quella notte del ‘69, davanti allo Stonewall Inn, lanciò il suo tacco verso i poliziotti dando vita ai Moti di Stonewall.
Tutto iniziò così, con quel tacco rosa.

Per dare maggiore forza alla campagna, nella sezione DOCUMENTO POLITICO si parla di quei giorni a New York, dei sogni, speranze, idee legate ad una battaglia durata 50 anni e non ancora terminata.
Con la giusta chiave di lettura è sicuramente una campagna di comunicazione che ha molto da raccontare.

Per oggi noi di Nagency ci fermiamo qui e vi ricordiamo di non passare per il centro sabato pomeriggio, se non avete intenzione di unirvi al corteo o di rimanere bloccato per le vie di Roma.
E voi cosa ne pensate della campagna di comunicazione del Roma Pride 2019?

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