Cosa resterà di questi anni 90?

In questi giorni sono venuti a mancare due grandi simboli degli anni 90: Luke Perry alias Dylan di Beverly Hills e Keith Flint, frontman dei Prodigy.
E niente, così se ne va un altro pezzo degli anni 90, perciò oggi noi di Nagency vorremmo ricordarli con qualche piccola chicca su di loro e su un tempo ormai passato e non riproducibile medialmente.

Cominciamo con quell’adorabile cattivone di Luke Perry.

Allora, alzi la mano chi non ha mai avuto gli occhi a cuoricino per il personaggio di Dylan. E dai, si sa, lo dice anche uno studio medico che la sindrome dell’infermierina è causata da quegli antieroi televisivi (come Dylan, o Pacey di Dawson’s Creek) che fanno credere alle donne di poter essere portati sulla retta via!

Ebbene, care donne, sappiate che non è così!
O magari sì, ma il povero Luke recitava solamente un personaggio!
Ad ogni modo tutti dovremmo dire grazie a Luke Perry e vi diremo perché:

1) Gli uomini possono fare i finti antieroi in attesa della propria “infermierina”

2) Le donne hanno la scusa per prendersela con qualcuno con la tipica frase “è uno stronzo, sapevo ciò a cui andavo incontro, però è uno stronzo”.

Ed ora arriviamo a Keith Flint, il leader dei Prodigy, che pare si sia suicidato dopo un periodo di depressione dovuto al recente divorzio dalla moglie ed alla vendita della sua tenuta nell’Essex al quale era molto legato.

Così, un big della musica techno se n’è andato all’età di 49 anni.
Che altro dire, ma pure io che sono del ’92 conosco il video di Firestarter!

Il fatto è che i Prodigy hanno segnato degli anni segnati a loro volta da correnti anticonformiste, genuine e casiniste un po’ a mo’ di Noi Ragazzi dello Zoo di qualsiasi paese.

Gli anni 90 hanno dato tanto alla musica che conosciamo oggi in tutte le sue forme e sono riusciti a dare un’idea della società che viveva le strade delle città, dei paesi, dei festini techno.

Speriamo di aver reso giustizia a due grandi personaggi degli anni novanta.

Noi di Nagency ci fermiamo qui ed andiamo avanti ricordando tempi passati che potremmo anche non aver mai vissuto ma che, magari, un giorno rivivremo.

Tante care cose!

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