Salve mio caro web designer dall'ardente creatività!
Ma se ti dicessi che oggi, 18 Maggio, è la giornata mondiale dell’accessibilità digitale?
“Eh, mbeh che me frega“, dirai tu… E invece no!
Innanzitutto, sai cosa significa avere un sito che sia accessibile?
No, non intendo che tutti possono entrarvi e modificarne i contenuti, sarebbe una cosa alquanto folle. Con “accessibilità” si fa riferimento alla capacità del sito di essere utilizzato da qualsiasi persona senza distinzioni, ad esempio in caso di deficit o difficoltà fisiche (non vedenti, ipovedenti, impossibilitati all’utilizzo del mouse etc.)
Una questione importante direi, ma spesso trascurata! Quindi è meglio andare con calma e non dare nulla per scontato…
Per utilizzare termini attuali, si tratta di creare un sito web che sia quanto più inclusivo e che segua il tanto rivendicato politically correct (non a caso l’accessibilità è un requisito obbligatorio nei siti della Pubblica Amministrazione ed è regolamentata da apposite leggi).
In secondo luogo, l’accessibilità dei siti migliora la famosa UX o User Experience, ossia l’esperienza che qualsiasi utente vive navigando all’interno dei nostri contenuti. Ad esempio, quando si utilizza un dispositivo mobile o in una situazione in cui non si può ascoltare l’audio.
Vabbè ma quindi? Come se fa tutta sta robbba?
Non è complicato, ma bisogna avere le giuste accortezze, ecco qui una serie di best practice su cui fare affidamento per rendere il tuo sito web accessibile (prego non c’è di che):
Usare i colori giusti!
Eh? I colori? Ma che cambia se faccio una pagina bianca e azzurra o giallo-rossa? Beh, al di là della mia approvazione sportiva o meno (verso la seconda scelta) cambiano parecchie cose.
L'uso sbagliato del colore infatti può rendere il vostro sito web inaccessibile per le persone con difficoltà visive. Quindi, per esempio, invece di usare il giallo limone, puoi usare il giallo ocra. O invece del rosa shocking, il rosa cipria. Inoltre bisogna stare attenti al contrasto dei colori scelti per avere sempre contenuti visibili e distinguibili in modo chiaro ed evitare combinazioni di colori che possano dar fastidio nella lettura. Ovviamente mettici del gusto! Nessuno vuole un sito web noioso come un libro scolastico né vestito da Arlecchino a Carnevale.
Controllare la formattazione del testo.
Ti piace scrivere con caratteri minuscoli? Sì? Ecco, non dovreste farlo!
Il testo troppo piccolo comporta non poche difficoltà e penalizzazioni in termini di utilizzo del sito. È necessario che i testi siano ordinati e soprattutto bisogna far sì che mantengano la leggibilità anche a diverse misure (alcuni suggeriscono addirittura fino al 200% della loro grandezza).
Quindi, mi raccomando, ooooccchiiiioooo!
Testo “alternativo” sulle immagini.
No, non un testo che va contro le mode del momento.
Il tag “alt” (così lo chiamiamo noi nerd) è il testo abbinato a una immagine che consente di capire cosa si sta guardando. Ad esempio grazie ad esso, utilizzando uno screen reader (se non sai cos'è, tié bello de papà) o, in caso di connessione lenta, in attesa che il caricamento dell'immagine sia completato, potremmo capire che cosa raffigura l'immagine. Ricorda: il tag “alt” deve contenere una descrizione sintetica ma chiara dell'immagine. Per non parlare dei tanti utilizzi che puoi farne: immagina di avere un sito web su una festa in piscina, potresti voler includere il testo alternativo "Don't forget your swimsuit!" (Non dimenticare il costume da bagno!) per ricordare a tutti di portare il loro costume.
GENIALE!
Attenzione ai Link!
Prima di tutto non esagerare con i link, ok che sono gratis, però possono rendere il vostro sito web inaccessibile a chiunque e far perdere l'utente (e farlo uscire). Quindi il loro utilizzo (pulsanti e link testuali) deve essere sempre facile e chiaro. L'utente deve sempre sapere cosa comporta il click, e per fare ciò è necessario inserire una CTA (Call to Action) con un testo esplicativo dell'azione che si va a compiere. Un insieme di pulsanti “Clicca qui” tutti uguali non consente ai non vedenti (e non solo) di capire cosa succederà andando su quel link.
È fondamentale utilizzare brevi descrizioni, come ad esempio "Clicca qui per scoprire i servizi" o "Clicca qui per vincere 100 Iphone al giorno" (no, non è vero, quella si chiama truffa!)
Creare una struttura di navigazione chiara.
Crea una struttura di navigazione logica e coerente in tutto il sito, con titoli chiari e descrizioni concise. L'utente non deve perdersi nei meandri della pagina!
Testa il tuo sito.
Infine, ma non come importanza, non dimenticare di testare il tuo sito web. È necessario verificare la conformità del sito alle norme di accessibilità WCAG 2.1.
NO! Non è l'acronimo di WAIACAGA**, ma di Web Content Accessibility Guidelines, ossia le linee guida e le tecniche per rendere i contenuti Web più accessibili alle persone con disabilità e non.
Ci sono numerosi "validatori" online che possono analizzare la conformità del sito alle norme di accessibilità come Vamolà, che offre la possibilità di selezionare il livello di validazione tra quelli approvati dalla WCAG e di ricevere un'analisi accurata del sito, inclusi gli errori rilevati e i suggerimenti per risolverli.
Hai letto fino a qui i nostri consigli?
Bene, so' 50 euro, grazie!
Ovviamente no, ma è bene che segua queste linee guida se vuoi che il tuo sito sia raggiunto e navigato dagli utenti. Si, perché l’accessibilità influisce anche sul “valore” del sito in termini di posizionamento.
Infatti, i siti web accessibili sono indicizzati meglio sui motori di ricerca. La possibilità che anche gli utenti con disabilità possano usufruire delle tue pagine web evita che essi possano abbandonare la navigazione.
Il bounce rate di un sito è fondamentale: più è basso, più significa che il contenuto cattura le persone che cliccano, e quindi Mr. Google, rilevando maggiore interesse per il tema, pubblicherà il contenuto prima di altri. E questo si collega (come dicevamo poco fa) alla UX: una migliore esperienza utente e quindi ad un posizionamento più alto nei motori di ricerca.


