In sole due settimane di programmazione nelle sale italiane, è già al terzo posto nella classifica del box office “stagionale” (quella che parte ad agosto).
Stiamo parlando di Avengers: Infinity War, il terzo capitolo della Saga dei Vendicatori, nonché diciannovesimo film dello studio cinematografico di Burbank, uscito il 25 aprile scorso. Il film, che ha sbaragliato la concorrenza, è considerato il capolavoro di casa Marvel e aspira a superare Titanic e Avatar come incassi al botteghino.
Nonostante il grande successo, la Marvel ha avuto una serie di problemi con alcuni dei suoi attori principali. Infatti, Mark Ruffalo e Tom Holland sono stati colpiti dal virus degli spoileratori seriali. Notizia di qualche giorno fa è che la casa madre non consegnerà più i copioni completi a Mark Ruffalo (Hulk). Il malcapitato attore si è spesso lasciato sfuggire anticipazioni e rivelazioni più o meno dettagliate su alcuni film, da ultimo proprio il finale dell’ultimo capitolo della saga degli Avengers.
Stesso ruolo, di spoileratore seriale è toccato al giovanissimo interprete di Peter Parker in casa Marvel, Tom Holland, che ha faticato a trattenere le informazioni tutte per sè. Sui social lo hanno definito “la più grande minaccia per il mondo Marvel” (che poi detto ad uno che fa il supereroe e che il mondo dovrebbe salvarlo, è tutto dire!). E così sembra essere in effetti, visto che Tom non riesce proprio a stare zitto (o a tenersi un cecio in bocca, come si suol dire da queste parti!) e chiede spesso consigli su cosa può o non può dire.
La Marvel ha capito che non può essere lasciato solo e gli ha affiancato un fedele scudiero, pronto in ogni occasione ad aggiustare il tiro (non sempre però). Si tratta di Benedict Cumberbatch (Dottor Strange o Scherlock, come preferite ricordarlo) che con colpi magistrali e uscite esilaranti riesce a fermare il giovane attore. Non c’è riuscito alla prima del film, in cui durante la presentazione l’attore ha salutato la folla dicendo “Sono vivo” (se non avete visto il film, potrebbe trattarsi di uno spoiler, quindi non vi spieghiamo la frase, se l’avete visto capirete senz’altro lo scivolone).
Raccomandiamo dunque a Tom Holland di stare più attento per evitare di avere lo stesso trattamento del malcapitato Mark Ruffalo.
C’è chi ha pensato che questo virus dello spoileratore seriale sia stata una mera trovata di marketing per aumentare l’aspettativa intorno al film in uscita. Tuttavia, stando ai fatti, non sembrerebbe esserlo stato e soprattutto, guardando ai guadagni, la Marvel non dovrebbe aver bisogno di queste “trovate pubblicitarie”.
Infatti, in questi 10 anni di film (dal primo Iron Man con Robert Downey Jr nel 2008) e soprattutto dopo la sua acquisizione nel 2009 dalla Disney, a fronte di un investimento di 3 miliardi e 390 milioni, la Marvel ne ha guadagnati circa 14 miliardi e 846 milioni di dollari, solamente con le vendite al botteghino.
Da dove deriva tutto questo successo e questo fatturato gigantesco che ormai vanta? I motivi solo molteplici.
Di sicuro c’è l’evoluzione del concetto di nerd, che ormai va di moda. Figure come Peter Parker o Black Panther hanno sicuramente incrementato questa visione del nerd o comunque della rappresentazione di minoranze (come la comunità afroamericana).
Poi c’è il divertimento, la verve, l’ilarità e la volontà di prendersi poco sul serio come ne I Guardiani della Galassia e Thor: Ragnarok, per citarne alcuni.
Molta parte del fatturato proviene poi dal merchandising. Così la Disney attraverso giocattoli, accessori per la scuola, abbigliamento, cover per smartphone, parchi a tema e molo altro, non solo straguadagna dai film, ma li utilizza per moltiplicare i propri introiti.


