Altro che cloud: sapevi che Internet viaggia sui fondali degli oceani?

Ebbene, la rete non viaggia nei cieli, come si potrebbe pensare a primo impatto parlando di cloud, ma molto più in profondità. Circa il 97% di tutto il traffico internet del mondo, infatti, viene veicolato da un’enorme infrastruttura di (si stima) 1,3 milioni di km di cavi sottomarini che attraversano indisturbati i fondali oceanici del pianeta. 

Infrastrutture sommerse e dove trovarle.

Se da una parte la navigazione wireless sembra l’unica di cui ormai si fa uso e su cui si punta, dall’altra, le grandi organizzazioni (Google, Meta, Microsoft etc), continuano a richiedere la connessione via cavo per gestire e archiviare le grandi mole di dati di cui dispongono. Pertanto, vengono investiti miliardi in infrastrutture che riescano a collegare i continenti da un antipodo all’altro sott’acqua (potrebbero essere equiparate a circa 32 volte la lunghezza dell’equatore!). Solo l’Antartide fa eccezione: è l’unico dei continenti ad essere connesso via satellite.

Chilometri di cavi in fibra ottica.

In pratica, si tratta di cavi in fibra ottica, rivestiti di metalli con gomme e plastiche speciali, impermeabili e resistenti all’erosione, alle correnti, ai terremoti (alle varie insidie insomma), che costituiscono la spina dorsale di Internet e permettono la trasmissione della maggior parte dei dati e delle informazioni, inviati e ricevuti nel world wide web.

Secoli di cavi.

La scelta della trasmissione dei dati attraverso cavi sottomarini risale a due secoli fa’, a quanto pare nel 1858, per collegare l’Irlanda e il Canada e permettere le prime comunicazioni intercontinentali via telegrafo. Da allora si è rivelata una pensata altamente strategica: questa soluzione, permette, infatti, di far raggiungere velocità supersoniche, a differenza delle comunicazioni satellitari, che hanno maggiori tempi di risposta e sono più costose da costruire e da mantenere (anche se Elon Musk vorrebbe risolvere il problema con il suo progetto Starlink).

E di navi posacavi.

Una volta pronti, i cavi vengono caricati, tramite operazioni molto delicate che durano fino a quattro settimane, su enormi imbarcazioni denominate navi posacavi e poi srotolati e posizionati sui fondali. 

I costi non sono di dominio pubblico, ma, a quanto pare, posare un cavo sottomarino può costare da 75 a 380 milioni di euro e la manutenzione non è per nulla economica, poiché si parla di circa 8 milioni annui.

L’artiglieria di Google…

La nave posacavo di Google, una delle più famose e importanti, si chiama Durable ed è talmente grande che riesce a trasportare 6.000 km di cavo in kevlar (un materiale 5 volte più resistente dell’acciaio, usato da Google per evitare di subire i danni a causa degli attacchi degli squali), per un peso di oltre 3.000 tonnellate. Attualmente i cavi di proprietà di Google che sono stati posati sui fondali sono tre: Curie, che unisce gli Stati Uniti al Cile, dove il colosso ha il più grande datacenter del Sud America; Dunant, che attraversa l’Atlantico dalla Virginia alla Francia; Equiano, che collega il Portogallo al Sudafrica.

…E quella delle altre grandi società.

Microsoft e Facebook, nel 2017, hanno deciso di realizzare per conto loro Marea, un cavo sottomarino super veloce, per il passaggio di dati tra Stati Uniti ed Europa, che funziona senza dovere ricorrere al sistema di affitto da parte delle aziende di telecomunicazioni.

Fonte: Microsoft

Per farci un’idea visiva.

La compagnia Telegeography, che da tempo analizza il mercato delle telecomunicazioni, ogni anno mette a disposizione una mappa aggiornata sulla situazione dei percorsi dei cavi a fibra ottica in fondo agli oceani.

Qui la Submarine Cable Map 2021:

Stabilità e sicurezza della rete.

Più della metà della popolazione mondiale utilizza la connessione Internet, che è ormai la più importante infrastruttura sociale ed economica, garante dei servizi pubblici e del funzionamento di attività commerciali di tutto il mondo. Per questo motivo è fondamentale interessarsi alla stabilità della rete e alla sua sicurezza fisica, onde evitare catastrofi a livello globale.

Salvaguardia economica e ambientale.

Recentemente si è tenuta la Conferenza ONU sull’Oceano dove il Comitato di Protezione Internazionale dei Cavi (ICPC) ha dimostrato come stia lavorando nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG 14), per sensibilizzare la popolazione e i responsabili politici sull’importanza dei cavi sottomarini sia nello sviluppo socioeconomico, sia sulla priorità nella protezione e nella conservazione dell’ambiente marino.

Immagine di Floriana Mangano

Floriana Mangano

Ruolo: Web Designer Junior. Pregi: determinata, concreta, veloce.

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