3 strategie efficaci per migliorare il posizionamento del tuo brand

Consigli pratici ed esempi per lavorare al posizionamento del proprio brand

Nel marketing, il “come fare cosa” è tutto. Dopo aver esplorato l’importanza del brand positioning e dell’analisi di mercato, è il momento di scoprire come applicare queste informazioni nel mondo reale. Dimentica le soluzioni preconfezionate e i “trucchi del mestiere”.

Qui nel nostro blog, abbiamo iniziato ad approfondire diversi aspetti fondamentali per prendere consapevolezza sull’importanza di questa attività, e di come un percorso basato su un’analisi strategica faccia decisamente la differenza.

A tal proposito, abbiamo proprio iniziato con un orientamento verso i servizi di Analisi e consulenza sul posizionamento del brand.

Di seguito abbiamo esplorato gli elementi principali di questo “posizionamento del brand” e perché non andrebbe ignorato.

Non abbiamo dimenticato, poi, di menzionare le azioni che portano verso errori tipici, come il copia-incolla dai competitor: sono ingenuità come queste che possono compromettere gravemente i risultati del proprio progetto,

Questa settimana parleremo di tre strategie concrete che possono davvero dare una marcia in più al posizionamento del tuo brand. Mettiti comodo e preparati a scoprire qualcosa di davvero utile.

Sì, nel titolo hai letto bene: consigli pratici ma anche esempi per capire chi sta già facendo bene.  Non si tratta solo di aziende, ma anche di professionisti e organizzazioni, che operano per diversi settori e in diversi ruoli, proprio perché la nostra analisi sul posizionamento del brand è basato su un metodo che ci consente di fornire il servizio a diverse realtà, con un’elasticità metodologia adatta a tutti i brand.

#1 Usa con intelligenza l'intelligenza artificiale

L’adozione dell’intelligenza artificiale nel marketing sta diventando sempre più prevalente, e molte aziende italiane stanno utilizzando questa tecnologia per ottimizzare le loro operazioni.

 

Alessi, ad esempio, utilizza l’IA per raccogliere dati comportamentali sui clienti e adattare le sue campagne pubblicitarie in tempo reale. L’AI consente di analizzare i comportamenti online e prevedere le preferenze future, migliorando la personalizzazione e l’efficacia dei messaggi promozionali.
Alessi potrebbe suggerire nuovi prodotti a clienti che hanno acquistato articoli simili in passato, creando un’esperienza di shopping più mirata.

 

Inoltre, l’AI ottimizza la customer experience, migliorando i tempi di risposta e automatizzando processi come la gestione delle recensioni o le domande frequenti.

 

Un altro esempio significativo è la Fondazione Telethon, che impiega l’IA per migliorare la gestione delle donazioni e personalizzare l’interazione con i donatori.
Analizzando i dati raccolti durante le campagne di fundraising, la fondazione crea messaggi più mirati e segmenta meglio la sua base di donatori.

In pratica, l’AI permette di identificare chi è più incline a fare una donazione in base alle interazioni passate, ottimizzando il momento della richiesta e aumentando le possibilità di successo.

Pensavi davvero che stessimo parlando di ChatGPT?

#2 Ascolta la rete e usa correttamente i dati per il retargeting

L’ascolto della rete è essenziale per raccogliere informazioni sui comportamenti e le preferenze dei clienti. Un utilizzo intelligente dei dati consente alle aziende di ottimizzare le proprie campagne pubblicitarie, personalizzandole per aumentare l’engagement.

 

OVS è un esempio perfetto di come il retargeting può essere utilizzato per raggiungere utenti che hanno mostrato interesse per determinati prodotti, ma che non hanno ancora completato l’acquisto.

L’azienda capitalizza (no, non è politicamente scorretto!) i dati dei clienti, raccogliendo informazioni sugli acquisti precedenti e sulle interazioni online, per inviare offerte personalizzate tramite e-mail o social media.

E no, non è neanche invasione della privacy o utilizzo improprio dei dati dei consumatori.

Questo tipo di strategia non solo riporta il cliente nel funnel di acquisto, ma favorisce anche una relazione più profonda e duratura con il brand.

 

Un altro esempio rilevante di come ascoltare e utilizzare i dati per il retargeting arriva da Luca Talotta, giornalista, vincitore del premio Top Green Influencer 2019 per la mobilità sostenibile, e content creator, occupandosi di sostenibilità in tutte le sue forme, dalla mobilità sostenibile alla tecnologia, fino alla sostenibilità ambientale.

Talotta monitora costantemente le interazioni online del suo pubblico, raccogliendo dati sui comportamenti degli utenti per personalizzare i contenuti. In questo modo, riesce a creare una comunicazione sempre più mirata, migliorando l’engagement e ottimizzando le sue strategie di marketing.

 

Anche Save the Children in Italia utilizza una strategia avanzata di retargeting.

Analizzando i comportamenti online di chi ha già visitato il sito o ha donato in passato, l’organizzazione può inviare richiami mirati per sollecitare nuove donazioni, magari presentando progetti specifici che potrebbero suscitare un maggiore coinvolgimento.

 

In questo modo, i dati non solo migliorano l’efficacia delle campagne di fundraising, ma contribuiscono anche a creare una connessione più personale con i donatori.

#3 Personalizza l'esperienza del tuo cliente

La personalizzazione è ormai un must-have nel marketing e si riflette in tutte le interazioni che un brand ha con i suoi clienti.

 

E le aziende italiane sono sempre più attente a questa necessità, creando esperienze uniche che rispondono alle esigenze individuali.

 

Benetton è un ottimo esempio di come l’azienda utilizzi tecnologie avanzate per suggerire prodotti personalizzati in base agli acquisti precedenti.

 

La personalizzazione è realizzata anche attraverso il sito web e l’app mobile, dove i clienti ricevono consigli tailor-made che migliorano l’esperienza d’acquisto. Questo approccio aiuta Benetton a fidelizzare i suoi clienti, creando un legame più forte con il brand e incentivando acquisti ripetuti.

 

Un altro esempio di personalizzazione viene dal settore food, che abbiamo citato tante volte: Giovanni Rana, fondatore dell’omonima azienda di pasta, che ha saputo applicare la personalizzazione in modo innovativo.

Il brand offre prodotti che rispondono alle esigenze specifiche di consumo, come pasta senza glutine o vegana, e personalizza le sue campagne pubblicitarie in base alle preferenze e ai comportamenti d’acquisto dei singoli consumatori. La personalizzazione si estende anche al packaging, dove i clienti possono scegliere etichette personalizzate per regali o eventi speciali, creando un’esperienza ancora più unica.

 

Nel settore no profit, Emergency è un altro esempio di come la personalizzazione possa rafforzare il legame tra un’organizzazione e i suoi sostenitori. L’organizzazione invia comunicazioni personalizzate che raccontano storie di come le donazioni vengano utilizzate, magari focalizzandosi su progetti specifici in cui il donatore ha deciso di investire.

 

Questo tipo di approccio non solo migliora la trasparenza, ma fa sentire ogni sostenitore come una parte fondamentale di un progetto più grande, aumentando la fedeltà e il coinvolgimento.

Analisi personalizzata + Consulenza mirata = Il vantaggio competitivo di Nagency

Utilizzare l’intelligenza artificiale, ascoltare attentamente la rete e analizzare i dati, e personalizzare l’esperienza del cliente sono tutti elementi fondamentali per migliorare il posizionamento del tuo brand e, stando ai dati e ai trend in corso, sono sicuramente 3 strategie premianti nel 2025.

Le aziende italiane, grandi e piccole, stanno già adattando queste tecniche con successo, creando esperienze sempre più coinvolgenti e ottimizzando le risorse. Per emergere nel mercato, bisogna andare oltre le strategie tradizionali, scegliendo gli influencer giusti, creando contenuti unici e sfruttando il retargeting.

Seguendo questi esempi otterrai un effetto marketing fatto con passione e strategia.

Questi suggerimenti ti sembrano già un po’ troppo tecnici per procedere da solo?

Allora è proprio il momento di fare il prossimo passo e chiedere a Nagency il servizio di Analisi sul posizionamento del brand.

La nostra consulenza ti guiderà passo dopo passo, affinché tu possa fare scelte strategiche consapevoli e ottimizzare il tuo posizionamento.  Puoi scriverci subito a info@nagency.it per fissare la tua prima consulenza gratuita in videochiamata.

Ci ritroviamo su queste pagine tra una settimana per l’ultimo approfondimento a tema.

Immagine di Rosanna Perrone

Rosanna Perrone

Casalinga. In Nagency contribuisco attraverso il titolo di "project manager", portando consulenza in comunicazione e strategia digitale. Insegno Marketing in una business school, faccio ricerca sulla Leadership per un dottorato e continuerò a modificare questa bio.

Chi siamo

Nagency è l’agenzia di comunicazione integrata di Roma.
E cioè?
E cioè facciamo tante cose per i nostri clienti: siti web, gestione social, grafiche e loghi. Insomma grazie al nostro team di professionisti vari riusciamo ad offire un servizio di comunicazione a 360° e riusciamo a gestire tutto il processo dall’inizio alla fine!

I nostri ultimi post

Follow Us

Iscriviti

è gratis

Esce ogni martedì e ti racconta le notizie principali riguardanti la comunicazione, i media, il marketing digitale, la musica, la cultura, le serie tv, la pubblicità e tutto quello che viene in mente ad Emanuele, con un tono leggero ma non superficiale