“Vinci Salvini” come interessante case study

Vinci Salvini” è il concorso lanciato sui social dal Ministro dell’Interno, questa volta nelle vesti di presentatore, in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019. Lo avete già visto il video?
Questa è la II edizione. Ebbene si! Per chi se la fosse persa, la I edizione uscì per la precedente campagna elettorale, per le politiche del 4 marzo 2018.

Non ci soffermeremo su alcun commento politico, etico o morale a riguardo. Non sarebbe nel nostro stile. Quello che ci interessa analizzare è l’utilizzo dei social e la strategia di marketing. Ovviamente!

Le modalità del concorso? Molto facili. Si ottengono punti mettendo “mi piace” ai post del Vicepremier. Più sei veloce più punti avrai.
Gli sceneggiatori di Boris direbbero: “Genioooo!”
Trovata brillante per aumentare la viralità dei post in periodo di campagna elettorale. Senza il minimo costo.

Cosa si vince? Ogni giorno la foto di un vincitore avrà l’onore (o l’onere) di essere condivisa sui canali Facebook Instagram e Twitter. Verrà data in pasto a 6 milioni di followers. Bello! Influencer scansatevi proprio!
Per i più fortunati, una chiacchierata direttamente con il Ministro. Per i vincitori della classifica settimanale, addirittura un caffè con Matteo!

Fino a qua è tutto molto chiaro e semplice.
La parte che ci interessa di più deve ancora arrivare.
Non servono gli occhio di un marketer esperto per notare come prima di procedere all’iscrizione al concorso si è dirottati verso il sito www.vincisalvini.it. Qui si può decidere se registrarsi o effettuare l’accesso tramite Facebook. Nel primo caso ci saranno alcuni campi da riempire con informazioni personali, nel secondo una procedura più veloce. (Le info che gli servono gliele da direttamente fb)

Dovrebbe essere un concorso ospitato nelle piattaforme social ma il vero obbiettivo è quello di condurre l’utente al di fuori di essi. Per l’esattezza, gli utenti vengono reindirizzati all’interno di un sito proprietario attraverso cui, non è difficile immaginare come, vengono raccolti dati al fine di svolgere attività di profilazione degli utenti.

Riassumendo: i comunicatori di Salvini hanno creato contenuti all’interno di una community, quella dei sostenitori del Segretario della Lega, generando interazioni con il portale, attraverso il quale riescono ad acquisire dati di contatto diretto e profilare in profondità. In tal modo, hanno la possibilità di sapere esattamente a chi rivolgersi, quando e come.
I social vengono usati come cassa di risonanza per coinvolgere, creare polemiche e sfruttare il coinvolgimento emozionale della sua community.

Le basi per una strategia di marketing. Insomma, niente di nuovo.
La novità è questo connubio tra politica e social media marketing. Siamo curiosi di scoprirne gli sviluppi. Come useranno i dati raccolti?

Dalla I edizione sicuramente una cosa è cambiata.
Il web ha dovuto adeguare i propri contenuti al regolamento generale per la protezione dei dati (Gdpr). E cosi anche www.vincisalvini.it

Ora è possibile leggere che l’utente acconsente alla trasmissione di informazioni come il proprio nome, cognome, sesso, indirizzo di posta elettronica, Stato, comune di residenza, numero di cellulare, riferimento account Instagram e riferimento account Twitter.
Dati che, ci informano “saranno conservati per il periodo di tempo necessario per il conseguimento delle finalità per le quali sono raccolti e trattati e, in ogni caso, non oltre il 31 maggio 2020”.

Speriamo che queste informazioni sensibili nuovamente raccolte abbiano un futuro più roseo dei precedenti.
I server della Lega furono hackerati tra l’8 e il 9 febbraio del 2018. Furono rubati quasi 23 gigabyte di nomi, cognomi e indirizzi email!

Per oggi noi di Nagency ci fermiamo qui, augurando tante care cose ai dati raccolti della Lega.
Fateci sapere cosa ne pensate.
Big data a voi!

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